Un modello applicabile a più settori produttivi
Marco Bellucci, CEO di BDS – LAI sigillo digitale e consulente con R & D Italia nell’ambito del settore ortofrutta, analizza il momento del mercato e il rapporto tra i suoi tre attori, produzione, Grande Distribuzione e consumatore finale:
“Il momento è delicato – esordisce – e lo constatiamo tutti i giorni. Regna la confusione in un settore nel quale le certezze e le garanzie verso quello che amo definire “consumattore” dovrebbero essere la norma. I prezzi sono impazziti anche per prodotti che fanno parte del nostro paniere tradizionale. E’ necessario dirlo e proporre delle soluzioni perché gli stipendi non sono assolutamente in linea con questi aumenti sconsiderati che oltretutto non sono nemmeno giustificati da un’eccelsa qualità”.
Cosa dovrebbero fare secondo lei il mercato, i suoi attori, e il Governo?
“Partirei proprio dall’ultimo che ha certo un potere decisionale e di indirizzo molto forte. Istituire un organo di controllo, con tecnici formati e allineati, è la prima cosa da fare. Quando dico controllo lo intendo sul prezzo, che non può e non deve superare quello logico, e sulla qualità del prodotto. Come BDS – LAI s.r.l abbiamo iniziato ormai da oltre due anni un lavoro molto attento e supportato da partner d’eccezione nell’ambito della digitalizzazione e certificazione delle aziende di produzione e relativi processi, con l’inserimento dei dati nell’immutabile sistema BlockChain, a monte un eventuale studio del DNA delle materie prime, quindi l’utilizzo degli IOT e la possibilità in sintesi di ripercorrere tutti i passaggi della catena che danno vita al prodotto che arriva al consumatore finale”.
Un sistema molto articolato ma virtuoso che può dare risposte ai quesiti di cui sopra?
“Assolutamente, così come potrà darlo un radicale cambio di prospettiva, direi irrinunciabile, nell’ambito dei ruoli e delle attività di competenza degli attori prima menzionati. Siamo giunti ad un bivio e non è possibile continuare a far finta di nulla come se tutto andasse bene. Bisogna ripensare le modalità di lavoro, cosa effettivamente significa la qualità, come la si ottiene e come la si mantiene. Mettiamo in tal senso la nostra esperienza al servizio di operatori seri e visionari”.
Quali sono le possibili soluzioni?
“I tre attori di cui sopra, ma soprattutto i produttori e la GDO, devono trovare un punto d’incontro radicato nella consapevolezza di dover attuare decisioni diverse rispetto a quelle delle ultime stagioni. Si è passati infatti da un libero mercato a delle forme di vero e proprio “cartello” che nei fatti lo immobilizzano. In dieci anni il prezzo dei prodotti è più che raddoppiato e ciò non trova giustificazione reale. Una referenza che costava per esempio 80 centesimi è volata prima a 1,50, poi a 2,50, frutto di un disegno tanto preciso quanto scorretto. Sommiamo questo dato alla carenza di prodotto ed ecco dove il sistema si blocca senza una possibile reversibilità. Questo meccanismo distorto necessita pertanto di un riesame. Occorre un calmiere, sulla falsariga di quella che una volta si chiamava “scala mobile”. Così un autentico controllo dei prezzi”.
Come può inserirsi in questa sorta di “rivoluzione della proposta” la realtà Lai s.r.l. BDS – Sigillo digitale?
“Può diventare un soggetto interlocutore con il MISE per studiare e affrontare il problema aiutando anche l’approccio politico nei confronti del settore produttivo e degli altri interessati”.
Un grosso lavoro deve essere fatto anche nei confronti della GDO. Quali le fondamenta?
“Bisogna agire sulla formazione degli addetti e mettere mano agli assortimenti in un momento come questo che definire delicato è poco. Così far partire una comunicazione visiva all’interno dei punti vendita e scegliere un assortimento sostitutivo all’attuale capace di proporre al consumatore finale un range di prezzo che definirei di accettazione, oltre il quale non sarà possibile andare. Dovranno essere rimodulati gli spazi di vendita in funzione della disponibilità del prodotto, evitando di creare assuefazione nel consumatore. La GDO deve essere responsabilizzata proprio sul fatto di non proporre determinati prodotti quando il loro prezzo diventa assurdo come sta capitando ormai quasi regolarmente. Guardiamo cosa è successo quest’anno per referenze come i peperoni, le zucchine, le melanzane”.
Un altro passo importante è quello del controllo di gestione e dell’educazione ai costi reali di gestione delle aziende, vero?
“Un corretto controllo di gestione attraverso la verifica dei reali costi di gestione dell’azienda è fondamentale. Valutare tempi e metodi nel settore agroalimentare, così come faceva l’industria deve diventare una norma. Necessario in tal senso creare dei centri d’acquisto per le materie prime e coinvolgere tutti gli attori interessati, vedi per esempio anche i produttori dei teloni per le serre. Un lavoro lungo e delicato nel quale anche la creazione di convenzioni con organismi sindacali realmente operativi diventerà imprescindibile”.
